Querelle è ospitato sui server di HackInPovo.
Che vuol dire?
Fisicamente, ogni volta che navigate su Querelle le vostre connessioni vengono instradate su cavi che arrivano ai nostri server in un paesino tra le montagne. Ogni click, ogni sottoscrizione alla newsletter, ogni aggiornamento via email è gestito dalla complessa infrastruttura che, a forza di martellate ed assemblee, abbiamo concretizzato.
HackInPovo è un hacklab
HackInPovo è un hacklab nato nell’estate 2025 a Povo, una località nei pressi di Trento.
Gli hacklab sono realtà autogestite che vogliono studiare criticamente la tecnologia e tentare di ripensarla per le persone, a supporto dei movimenti sociali e politici locali, e di altre realtà e gruppi che si organizzano dal basso. Questo per poter offrire e collettivizzare la conoscenza riguardo a servizi informatici che non vogliono sottostare alle logiche delle grandi corporazioni del settore.
Internet, e più in generale le tecnologie informatiche che ormai dettano lo scandire della nostra quotidianità, sono spesso nelle mani di pochi attori che hanno di fatto monopolizzato il settore. Questo ha portato negli anni a conseguenze critiche sul controllo dei nostri dati, che risultano sempre più preziosi per fini commerciali e - ancora peggio - per fini di manipolazione politica.
Non abbiamo un consiglio d'amministrazione ma un'assemblea aperta a tutt3. Non riceviamo finanziamenti da aziende private né da istituzioni pubbliche, ma sopravviviamo grazie alle donazioni e al circolo che ci ospita.
Vogliamo sottolineare la distinzione fra hacklab e hackerspace. Essa ripropone la differenza fra Open Source e Free Software: si potrebbe dire che l'Open Source corrisponde all'apertura al libero mercato del progetto politico del Free Software.
Il software libero non è solo una licenza ma anche una comunità e un movimento che riconosce l'importanza sociale del software e tiene conto delle sue implicazioni etiche, come hacklab ci schieriamo in questa direzione.
L'Open Source è semplicemente la pubblicazione del codice sorgente, che permette certamente di conoscere ed ispezionare il suo funzionamento, ma per fini spesso commerciali e che favoriscono il suo sviluppo.
Abbiamo convogliato l’esperienza appresa fuori e dentro l’università per poter gestire delle macchine libere, promuovendo un'idea diversa di conoscenza.
Questo si traduce in un server a disposizione della comunità con vari servizi di messaggistica, mail, archiviazione e informazione. Siamo anche, soprattutto, un posto fisico dove trovare delle persone con cui discutere e capire l'importanza della privacy, con cui riappropriarsi dei propri dispositivi, con cui poter scoprire delle alternative e molto altro.
Non siamo gli unici. Vari gruppi in Italia e nel mondo stanno portando avanti progetti di autogestione e controcultura digitale. In particolare il circuito Hackmeeting, attorno al quale orbitano molti hacklab, è stato fondamentale per la nostra presa di coscienza.
Il circolo Open
Lo spazio in cui ci troviamo settimanalmente è il Circolo Open. È un circolo ARCI gestito dalla associazione Kazoo, fondata da student3 ed ex student3 del polo scientifico.
Di questi tempi è pressoché impossibile trovare degli spazi fisici indipendenti dove potersi trovare senza rendere conto ad alcuna istituzione, con completa autonomia di pensiero e senza trafile burocratiche che renderebbero la gestione del server una spina nel fianco.
Data la gravosità degli affitti molte realtà che conosciamo stentano a trovare un posto. Siamo quindi estremamente fortunat3 che a Povo esista questo circolo e che ci abbia accolto.
Come ci è finito Querelle da noi?
Nella torrida Bologna - ancor prima che entrambe le cose esistessero - sotto cieli grigi e portici scuri, qualcuno di noi si è incontrato, a chiacchiere, a bicchieri (non tanti a dire il vero dati i prezzi inflazionati della ZTL), sulle poltrone morbidissime delle aule affrescate del palazzo Marescotti, agli aperitivi gratis di M&M.
Poi, ognunə a casa sua! E allora l3 colorat3 e passional3 artist3 a Roma e l3 fredd3 montanar3 a Trento.
E come ci è finito Querelle nel server? Beh, una volta stretto l'accordo abbiamo firmato un sacco di burocrazia, clausole e obblighi, depositato il tutto in uno studio notarile ecc.
Allora... il computer ci è stato donato, abbiamo creato molti compartimenti virtuali che ospitano vari servizi e realtà. Uno di questi l'abbiamo arredato per Querelle. Abbiamo utilizzato del codice libero e pubblico per creare il motore del sito e poi abbiamo ritoccato la parte grafica.
Tutto il resto è rock 'n' roll della redazione.
Come con ogni motore, ci si abitua al suo normale funzionamento quotidiano dimenticandosi della miriade di processi e ingranaggi che girano sotto il cofano. Tutto questo fino a che qualcosa comincia a grattare, a rompersi, ed ecco che ci ricordiamo che abbiamo a che fare con una macchina complessa che ha bisogno di cura e di costante monitoraggio e aggiornamento. Il vantaggio che ha Querelle è che viaggia col meccanico: il nostro rapporto non è quello dell'officina-autista ma si sta intraprendendo il viaggio assieme.
L'interesse è reciproco e il terreno comune sta nell'importanza dell'autonomia dei canali di comunicazione, spesso schiavi dell'algoritmo e delle grandi piattaforme che determinano l'hype e la moda.
Querelle non ci sembra quindi "solo" una rivista cinematografica, ma una rivista che conosce la matrice di cui si compone ed è critica rispetto ai mezzi di comunicazione usati.
Siamo sensibili ed interessat3 al nuovo paradigma di un internet decentralizzato che trova la sua realizzazione nel Fediverso, di cui Querelle fa ora parte (@redazione@querellerivista.com). Questo permette inoltre di inserirsi anche in circuiti appartenenti al sottobosco delle controculture, un pubblico con diverse sensibilità e altrimenti irraggiungibile.
Speriamo che questo esperimento possa essere la conferma che sia fattibile dare spazio a qualcosa di serio e culturalmente valido in uno scantinato di pazz3 hackerz.